Dario Tobruk, Fondatore e content manager di DimensioneInfermiere.it – Infermiere & Wound Care Specialist, Autore e Redattore medico-scientifico, studente al master biennale in Contemplative Studies presso Università degli Studi di Padova
L’avvento dell’intelligenza artificiale in sanità promette di riconfigurare profondamente la cura e l’assistenza, liberando i professionisti dalle attività burocratiche e dai numerosi compiti ripetitivi. Tale evoluzione potrebbe permettere di privilegiare le uniche attività ancora in grado
di differenziare un essere umano da una macchina, in un’epoca in cui quest’ultima ha superato l’essere umano nelle capacità di scrittura, elaborazione logica e organizzazione dei dati.
La relazione di cura rappresenta, pertanto, l’essenza stessa dell’umano, un elemento che ad oggi non può essere replicato facilmente. Ciò non esclude, tuttavia, che le IA e le innovazioni digitali non possano supportare i professionisti nel perfezionamento delle proprie abilità relazionali, psico-emotive e persino spirituali.
In un contesto sociale in cui la richiesta di assistenza sanitaria è destinata ad aumentare, l’umanizzazione delle cure sarà, pertanto, centrale. Poiché la gestione dei fattori organizzativi e sociali richiede interventi sistemici e responsabilità aziendali, le caratteristiche dell’operatore invece, e con specifico riferimento alle competenze relazionali, possono essere potenziate attraverso lo sviluppo di mirate soft skill, anche attraverso l’ausilio delle tecnologie.
L’affinamento delle tecniche di comunicazione, l’esercizio della gentilezza e della compassione, unitamente a pratiche di contemplazione e di mindfulness, costituiscono strumenti essenziali per strutturare una relazione terapeutica. Questo “Essere presenti” si configura come un carisma che gli assistiti percepiscono come parte della terapia stessa.Alla luce di tali riflessioni, il rifiuto di utilizzare le intelligenze
artificiali e le tecnologie digitali appare come una mera difesa ideologica. Al contrario, queste tecnologie andrebbero impiegate proprio per aiutare l’essere umano a distinguersi dalle macchine, ovvero per umanizzare le relazioni di cura, anche, grazie agli algoritmi.
| Data | Sala | Ora |
|---|---|---|
| 26/03/2026 | Verde | 16.00 - 18.00 |