Per molte persone con gravi disabilità motorie, la partecipazione diretta alla contrattazione giuridica è stata a lungo ostacolata da barriere procedurali e dall’assenza di strumenti adeguati. Le tecnologie assistive digitali, in particolare i sistemi di puntamento oculare, stanno però aprendo scenari nuovi e più inclusivi.
Un passo significativo è arrivato nel 2017, quando la Seconda Sezione del Tribunale Civile di Mestre ha riconosciuto la possibilità di utilizzare dispositivi eye-tracking per la sottoscrizione di atti notarili, senza necessità di interprete (inutile in certi casi). Un ulteriore sviluppo è avvenuto nel 2024 a Roma, con il coinvolgimento del Consiglio Nazionale del Notariato, che ha confermato l’interesse istituzionale verso soluzioni tecnologiche che permettano alle persone con disabilità di esercitare pienamente la propria capacità giuridica.
L’intervento riflette su queste evoluzioni normative e sulle opportunità che le tecnologie assistive offrono per rimuovere barriere storiche e garantire un accesso effettivo ai diritti.
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